ZONA 2 COMMISSIONE URBANISTICA-SPORT VISITA ALLA CASCINA TURRO

Turro, conosciuto anche come Turro Milanese, (Tùr in dialetto), è un quartiere di Milano, situato a nord-est della città. Confina con i quartieri di Gorla, Greco, Crescenzago, Cimiano, Loreto.
Fino ai primi del Novecento Turro è stato un comune autonomo. Esso era una piccolo villaggio agricolo alle porte di Milano costituito da cascine, orti e campi. L’unica testimonianza odierna di questo passato è la CASCINA DI PIAZZA GOVERNO PROVVISORIO.
Le prime notizie certe dell’abitato risalgono al 1489. Vi è menzione però su carte risalenti al primo millennio di un luogo chiamato “Tauris Turris”, Torre del Toro, alle porte di Milano nel 950. Probabilmente si tratta del primo insediamento che portò alla formazione di Turro.
Come indica il nome, è probabile che in origine vi fosse una torre di difesa o di avvistamento, attorno alla quale costruirono delle case che col tempo costituirono il villaggio.
Con la Repubblica Cisalpina il 9 febbraio 1808 Turro, con altri 34 comuni, venne aggregato a Milano, ma tale unione non durò a lungo. Con il ritorno della della dominazione austro-ungarica, che non gradiva una grande Milano che potesse fare concorrenza a Vienna, ne venne separato nel 1816 con la notificazione del 12 febbraio.
Nel 1848 gli austriaci, dopo le 5 giornate di Milano, abbandonarono la città. In piazza governo provvisorio, in una ex-casa dell’Ospedale Maggiore di Milano, si riunirono i membri del governo provvisorio della Lombardia. Tra questi vi erano Luigi Anelli, Giuseppe Durini, Cesare Correnti e Gabrio Casati, che da potestà sotto gli invasori divenne presidente del governo provvisorio. Quando gli austriaci rientrarono a Milano, il governo provvisorio continuò clandestinamente a lavorare.
Al momento dell’unità nel 1859, Turro aveva 287 abitanti, mentre al primo censimento nazionale del 1861 ne aveva 323 [1] . Nel 1864 il nome della borgata viene cambiato in Turro Milanese.
Svariate blasonate famiglie milanesi possedevano a Turro tenute o terreni. Tra le più importanti vi erano i Melzi, i Dal Verme, i Brivio, i Visconti, i Parravicini.
Ai primi del ‘900 si trasferirono nella zona attorno a Turro diverse industrie tra cui la Breda e la Pirelli. Al primo censimento del XX secolo Turro aveva 555 abitanti.
All’inizio del 1918 il comune viene soppresso ed aggregato a Milano.
A partire dagli anni ’20 Turro venne sempre più inglobato a Milano fino a diventarne un quartiere periferico. Turro diventò un’area industriale e serbatoio di manodopera per le grandi industrie e la costruzione e il funzionamento della Stazione Centrale di Milano. Proprio questa immensa opera, con ponti per i binari, ricoveri per i treni e arcate ferroviarie, diede un forte cambiamento alla fisionomia di Turro e degli altri borghi ormai diventati parte del comune milanese. La sua popolazione in quegli anni crebbe sino a toccare le 20000 unità. Il quartiere mantiene questa peculiarità fino agli anni ’80, quando le industrie si trasformano in zone residenziali e dedite all’attività del settore terziario.
Nel 1964 venne costruita nel quartiere la stazione Turro MM della Linea 1 della metropolitana di Milano.

BOZZA REGOLAMENTO USO LOCALI SCOLASTICI ZONA 2

SCUOLE APERTE: BOZZA  REGOLAMENTO USO LOCALI SCOLASTICI

Proposta dalle Consigliere Paola Bocci – Elisabetta Strada

Milano, 6 Dicembre 2012

 

Art. 1 – Premessa

Il Comune di Milano vuole favorire la crescita di una “città aperta, globale, coesa e protagonista” e di un nuovo modello di sviluppo economico e socioculturale anche attraverso l’uso degli spazi scolastici  di sua proprietà aprendoli alla città e al territorio, nei momenti in cui non sono utilizzati per scopi didattici o per attività deliberate dal Consiglio d’Istituto.

 

Il presente regolamento intende coniugare le risposte del sistema scolastico alle esigenze formative sociali, alle esigenze di conciliazione dei tempi e degli orari, bisogni  sempre più complessi, con le istanze espresse dalle cittadine, dai cittadini e dal territorio milanese di promuovere lo svolgimento di attività a carattere culturale, sportivo ricreativo e civico all’interno degli spazi delle sedi scolastiche di proprietà del Comune stesso.

 

Per conseguire tale finalità, nel totale rispetto dell’autonomia scolastica, ed ai sensi della normativa vigente inerente la facoltà degli Enti Locali di utilizzare i locali delle scuole di proprietà fuori dell’orario scolastico, il Comune di Milano  vuole rendere sempre più agevole al territorio e alla città l’accesso e l’utilizzo di tali spazi per le finalità sopra ricordate, fermo restando il principio che gli spazi all’interno dei plessi scolastici sono prioritariamente utilizzati dalla scuola stessa.

 

Art. 2 – Disponibilità dei locali scolastici

Gli spazi scolastici che possono essere utilizzati per lo svolgimento di attività di promozione culturale, sportiva, sociale, civica e ricreativa sono così individuati:

  • palestre
  • piscine
  • auditori/aule magne
  • biblioteche
  • cortili, spazi aperti, giardini
  • ogni altro spazio individuato come disponibile dai Consigli d’Istituto.

 

L’utilizzo di tali spazi, per le attività sopra indicate, è possibile esclusivamente al di fuori dell’orario scolastico e degli altri orari utilizzati per lo svolgimento di attività proprie delle diverse componenti scolastiche (come ad es. Collegio docenti, Associazioni e Comitati Genitori, Consiglio d’Istituto e di Classe)  approvate con delibere del Consiglio d’Istituto.

 

Le autonomie scolastiche in base a quanto deliberato dai relativi Consigli d’ Istituto:

  • ·         entro e non oltre il 31 maggio di ogni anno, inviano al Consiglio di Zona di pertinenza   territoriale comunicazione scritta di spazi e orari utilizzati per attività scolastiche ed extra-scolastiche di ogni plesso per l’anno scolastico successivo, includendo anche utilizzi straordinari occasionali
  • Eventuali altre necessità straordinarie di utilizzo occasionale per la scuola, che pervengono durante l’anno scolastico devono essere concordate con la zona di pertinenza

 

 

 

 

Art. 3 – Concessione dei locali scolastici da parte del Consiglio di Zona

Il Consiglio di Zona competente ha la facoltà di disporre la temporanea concessione a terzi dell’utilizzo degli spazi scolastici, negli orari non utilizzati dalle scuole, con le modalità dichiarate come previsto  nell’articolo precedente.

 

I locali scolastici disponibili possono essere richiesti da parte di soggetti terzi:

  • per lo svolgimento di attività a carattere continuativo nell’arco dell’anno scolastico
  • per lo svolgimento di attività occasionali, previa verifica con l’autonomia scolastica

 

Le domande di utilizzo per le attività a carattere continuativo devono pervenire per iscritto alla Zona competente entro il 30 giugno; la Zona deve rispondere ai richiedenti entro il 30 luglio, fatta eccezione per le concessioni di gratuità che necessitano di delibera del Consiglio di Zona, che possono essere adottate entro il 2 settembre.

 

Art. 4 – Assegnazione degli spazi

Nell’assegnazione dei locali scolastici sarà preliminarmente verificata la coerenza dell’attività che si intende svolgere con le finalità di promozione culturale, sportiva, civile, sociale e ricreativa proprie dell’Ente, secondo quanto indicato all’articolo 1.

 

L’assegnazione degli spazi deve, inoltre, prioritariamente tenere conto:

  • della coerenza con eventuali esigenze prioritarie in merito alle attività che si svolgono in orario scolastico e quelle svolte dalla componenti scolastiche;
  • della presenza nel territorio di riferimento dei soggetti richiedenti;
  • della possibilità di garantire un’equa distribuzione degli spazi a tutti i soggetti richiedenti favorendo l’interazione con le altre zone della città.

 

In tale ambito i Consigli di Zona definiranno le linee di indirizzo e le eventuali riduzioni o gratuità in funzione delle esigenze zonali e degli obiettivi di promozione del benessere urbano della comunità locale.  L’eventuale gratuità dovrà essere motivata con apposito atto deliberativo.

 

 

Art. 5 – Durata della concessione

I locali scolastici sono concessi in uso per il periodo richiesto, limitatamente alla fine del mese di agosto di ogni anno.

 

Il Comune di Milano si riserva il diritto di modificare, ridurre, sospendere o interrompere il periodo di utilizzo dei locali da parte dei soggetti terzi in caso di sopravvenute esigenze, necessità o inadempienze .

 


 

 

Art. 6 – Obblighi e oneri a carico dei soggetti terzi utilizzatori dei locali scolastici

L’utilizzo dei locali scolastici da parte dei soggetti terzi non deve pregiudicare il buono stato degli stessi e delle attrezzature in essi contenute e non può essere contrario ai fini propri di una struttura pubblica destinata a scopi formativi ed educativi.

 

Non è consentito il deposito e l’installazione all’interno o all’esterno dei locali concessi in uso di attrezzature che possono ridurre la disponibilità di spazio o creare ostacolo allo svolgimento della normale attività scolastica o ad altri utilizzatori, fatti salvi eventuali specifici accordi con il Dirigente Scolastico della struttura interessata.

 

Qualsiasi danno arrecato alle strutture, attrezzature e impianti dei locali scolastici determina l’onere a carico del soggetto concessionario del ripristino entro il termine di 5 (cinque) giorni dalla data di accertamento.

 

All’atto della concessione dell’utilizzo dei locali scolastici, il soggetto concessionario deve provvedere alla costituzione di un deposito cauzionale.

 

Art. 7 – Aspetti gestionali

La pulizia e la custodia dei locali scolastici concessi in uso potrà avvenire con le seguenti modalità:

A. mediante l’impiego di personale già operante nelle scuole;

B.  mediante l’impiego di personale dipendente dal Comune di Milano, appositamente reperito al suo interno;

C.  mediante affidamento dei servizi a cooperative di tipo B;

D. direttamente dal concessionario: in questo caso il concessionario potrà usufruire di tariffe agevolate, come da allegato

 

Il Comune di Milano, nel caso di gestione dei servizi di pulizia e custodia da parte del concessionario, qualora dovesse riscontrare la mancata pulizia dei locali scolastici o una inadeguata custodia della struttura, potrà provvedere a revocare la concessione.

 

 

Art. 8 – Oneri del Comune di Milano

Nell’ambito della valorizzazione delle attività previste nei precedenti articoli, il Comune di Milano si fa carico dei costi del riscaldamento e delle utenze strettamente connesse all’uso dei locali scolastici di cui al presente regolamento.

 

 

Art. 9 – Tariffe

L’utilizzo dei locali scolastici comporta il pagamento al Comune di Milano di una tariffa, come meglio determinata nell’allegato al presente Regolamento, fatte salve le ipotesi di riduzione e gratuità.

 

In considerazione delle linee di indirizzo approvate i Consigli di Zona, relativamente agli utilizzi da parte di associazioni sportive, culturali, civili, sociali, ONLUS ed altre libere forme associative espressive dei bisogni della collettività, potranno stabilirne la gratuità purché l’attività non preveda alcuna forma di corresponsione da parte dei partecipanti e sia fruibile liberamente.

Art. 10 – Introiti derivanti dall’utilizzo dei locali scolastici

Gli introiti derivanti dalla concessione dei locali scolastici sono destinati:

  • in quota parte del 40% alla scuola cui lo spazio scolastico concesso si riferisce che dovrà reinvestire su progettualità coerenti con le finalità della scuola stessa
  • in quota parte del 50% al Consiglio di Zona di riferimento che potrà utilizzare per valorizzare e sostenere progetti in corso, nell’ambito del progetto “Scuole Aperte”, sviluppo di nuovi progetti e per la copertura delle spese di cui al precedente art. 7
  • in quota parte del 10% all’amministrazione locale per interventi  straordinari di pulizia degli spazi scolastici

 

Art. 11 – Responsabilità

I concessionari rilasciano dichiarazione al Comune di Milano, esentando da qualsiasi responsabilità civile e penale la scuola, le autorità scolastiche e l’Amministrazione Comunale per fatti avvenuti nei locali scolastici durante le ore di concessione, e per eventuali danni a persone e cose di soci o terzi.

 

I concessionari dovranno, inoltre, stipulare apposite polizze assicurative per responsabilità civile contro ogni danno a cose e/o persone che possano verificarsi nel corso  delle iniziative da loro organizzate all’interno dei locali della scuola.

 

 

Art. 12 –Coordinamento

 

Coordinamento Cittadino Scuole Aperte

Il monitoraggio del progetto sarà seguito da un coordinamento cittadino composto da funzionari comunali afferenti alle direzioni coinvolte (decentramento, benessere ed educazione) , un rappresentante dei Consigli di Zona e una rappresentanza delle autonomie scolastiche (dirigenti e Consigli d’Istituto), che si incontreranno almeno due volte all’anno.

 

Segreteria tecnica Scuole Aperte

Il coordinamento cittadino Scuole Aperte sarà supportato da un’apposita segreteria tecnica, con funzioni organizzative e strategiche, da prevedersi all’interno dell’organigramma del Comune.

 

 

Art. 13 –Attuazione del Regolamento

Il presente Regolamento viene reso operativo tramite l’adozione dei successivi atti di attuazione da parte dei settori comunali competenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCUOLE APERTE

ALLEGATO AL REGOLAMENTO PER L’USO DI LOCALI SCOLASTICI

 

TARIFFE

 

 

   

Locale scolastico

Tariffa oraria

Tariffa ridotta per assunzione a proprio carico del servizio di pulizia e custodia

Palestra oltre 200 mq.

15,00

*10,00

Palestra fino a 200 mq.

10,00

    7,00

Piscina

80,00

*56,00

Aula magna

20,00

*14,00

Aula

15,00

*10,00

Sale biblioteche

20,00

*14,00

Spazi aperti

25,00

*18,00

*costo orario determinato da appalti comunali

 

**costo orario determinato dal settore impianti per l’edificio dove ha sede la palestra

Link al Pdf: http://zona2m5smilano.pbworks.com/w/file/fetch/61902418/scuole%20aperte_regolamento.pdf