RESOCONTO INCONTRO MAGGIO 2012 DEL 15.02.2012

Di Marco Cicognini:

INCONTRI PER IL MAGGIO 2012
“La dimensione pubblica e privata dei servizi”.
presenti: Carli, Bordogna, don Colmegna e Mantovani
Carli: sono stati chiesti 10 nominativi tra i presenti per l’approfondimento della tematica all’ordine del giorno e la redazione di un documento che sarà presentato nelle giornate conclusive del maggio 2012. In quelle giornate sarà organizzata anche una lectio magistralis su uno dei temi sinora trattati o su un tema nuovo. Nella mattinata dell’11 maggio saranno presenti i ministri Griffi e Profumo. Lo spirito dell’amministrazione è quello di ritornare a quando i servizi dell’infanzia prevedevano maggior confronto con le educatrici e le famiglie.
Intervento di don Colmegna: ha esposto la sintesi di tutti i documenti pervenuti sull’argomento da parte delle PO e educatrici di alcuni Poli, che sono pubblicati sul sito del Comune di Milano, sezione Maggio 2012 (nella parte relativa a dimensione pubb. e priv. dei s.). La riflessione esposta da don Colmegna in merito è che bisogna vigilare affinché il servizio rimanga come è tutt’ora a maggioranza pubblica e che non si permetta che x cause legate al restringimento delle risorse, x il patto di stabilità, si ricorra in modo emergenziale al supporto dei privati. Tale supporto va bene se programmato, verificato e sottoposto a controlli da parte della componente pubblica.
Intervento prof.ssa Mantovani: il significato di questi incontri è l’ascolto delle parti coinvolte e far circolare idee la cui effettiva realizzazione è responsabilità esclusiva dell’Amministrazione. Una prima possibile interpretazione del titolo della serata è quella di considerare l’ingresso al nido/materna delle famiglie come un portare la loro sfera intima in una dimensione pubblica. Sul concetto di servizio pubblico ha invitato a riflettere sul fatto che in Italia si dia x scontato che quasi tutti i bambini trovino posto nella scuola dell’infanzia mentre all’estero non è così. Da qui la considerazione che con gli attuali vincoli di bilancio imposti dal governo centrale, il Comune di Milano non può continuare ad offrire un servizio in maniera accentrata ma deve aprirsi al privato. Bisogna partire da standard non minimi, criterio che comporta un appiattimento verso il basso delle caratteristiche del servizio, ma essenziali, fissati i quali ogni unità educativa deve avere una propria specificità, es. le scuole a metodo che non sono pubbliche ma costituiscono un vanto per Milano. Aprirsi ai privati senza vederli come dei nemici o una minaccia, ma cercando di fare propri gli aspetti positivi di una diversa organizzazione.
Bordogna: Informa che proprio oggi l’assessore Guida è a Roma per riuscire ad avere il riconoscimento delle condizioni che consentano al Comune di dare le risposte attese, in questo momento il patto di stabilità impone l’ assunzione del 20% su tutto il personale ausiliare e didattico del settore che va in pensione.
Gli interventi degli educatori
– educatrice Claudia: fa rilevare come nella medesima scuola ci siano differenze di ruoli e di retribuzioni tra pubblico e privato: i dipendenti delle cooperative lavorano un’ora in più al giorno e sono retribuiti con € 400,00 in meno dei colleghi e questo determina in loro un sentirsi lavoratori di serie B, pregiudicando la collaborazione
-educatrice B. ha espresso il proprio plauso per l’apertura che l’amministrazione ha fatto nei confronti dei genitori dei nidi, laddove solo negli ultimi tempi possono essere presenti nei C. di Polo e nelle commissioni mensa. E comunque la didattica delle educatrici del nido si è mantenuta alta grazie alle ottime esperienze maturate in passato sotto il profilo pedagogico, grazie alla grande partecipazione democratica permessa dai consigli scolastici dei nidi che permise agli stessi genitori di partecipare come primi attori, affiancando gli educatori in uno sforzo comune e non contrapposto. Questo bagaglio ha permesso di credere nelle propria esperienza e di ottenere oggi degli ottimi risultati: 3 cinesini nei lattanti dimostrano la grande fiducia di una comunità che nel passato era piuttosto restia a far socializzare i propri neonati al di fuori della famiglia.
– educatori dipendenti della cooperativa intervenuti sostengono che la loro elevata competenza teorica derivante dalla laurea e da percorsi post-laurea non viene adeguatamente messa a frutto nelle scuole, mentre altri lamentano che essendo DOA non vedono prospettive né di radicamento né di miglioramento.
-funzionari delle scuole paritarie: si augurano che l’assessore Guida richieda le stesse clausole di disponibilità anche per loro .
– educatrice V. Chiede alla Mantovani un forte sbilanciamento verso il pubblico essendo i bimbi non un bene merceologico o aziendale , ma un bene comune al pari dell’acqua pubblica che deve ritornare un servizio con la differenza tra entrate e uscite uguale a zero. Questo è risultato della scuola pubblica, laddove nel privato viene privilegiato il profitto. Per esempio, a Messina hanno aperto scuole dell’infanzia persino nei box.
( forse l’espressione “parcheggiare il bambino a scuola” deriva da qui).
Gli interventi dei genitori:
– Genitore Maria Borgia: si chiede maggiore considerazione per i Consigli di Polo (vedasi ultime convocazioni x questi incontri indirizzate solo alle PO), dove le rappresentanze siano dovute e rispettate.
– genitore F.: si è creata un forte partecipazione all’interno della scuola, si fanno corsi di psicomotricità e di musica, c’è un gran dibattito su come reperire i soldi e come chiederli. A volte qualcuno non paga, lo spirito pubblico della scuola vuole l’inclusione di tutti i bambini pur se in questo caso è la partecipazione privata dei genitori a sostenere le iniziative.
– Genitore Marco Cicognini: Milano è una grande città, in questo momento possiamo contare su una grande forza disponibile che è la partecipazione, per un futuro sicuramente di pace e non necessariamente di sviluppo.
Bisogna scongelare la partecipazione: i Consigli di Polo devono essere partecipati da ogni scuola e acquisire maggior autorevolezza.
Le famiglie ( genitori,genitori di fatto, nonni e fratelli maggiorenni) devono poter spendere le loro competenze all’interno delle scuole apportando uno spessore affettivo e intimo al ruolo didattico e sociale degli educatori:
es. orti, racconti della propria professione, viaggi e storie, arte (danza, pittura,filastrocche, teatro), insegnamento lingue straniere (nella zona multiculturale intorno a via Padova, tra i genitori stranieri gli insegnanti non mancano) , approccio alle cucine delle diverse culture per una cultura della convivialità sana e serena.
Semplificazione delle procedure di donazioni delle aziende private a favore dei servizi dell’infanzia, come opportunità di ricchezza alle scuole: progetti integrativi, come la psicomotricità per un miglioramento degli ambienti e come forte coesione sociale. Dando anche al donatore la possibilità di toccare con mano dove finiranno i suoi soldi, scuola dei figli o scuole in prossimità dell’azienda.
– -genitore G.: in questi anni si è utilizzato il privato a mo’ di tappabuchi, si chiede pertanto maggiore progettualità nel ricorso alle cooperative

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