Se non sai non puoi giudicare!!!

Cercando di riassumere quanto avvenuto in poche parole, i risvolti e retroscena economici della vendita di Sea Spa, hanno obbligato i poteri forti a portare avanti un estenuante braccio di ferro tra maggioranza e opposizione. Quest’ultima, con i mezzi a sua disposizione, ovvero emendamenti e sub-emendamenti a raffica con interminabili interventi nei dibattiti, cercava di ostacolare i lavori, richiedendo poi continue sospensioni degli stessi.
I temi: delicati e di elevato spessore economico. Dal dover vendere solo Serravalle, si è passati poi alla vendita combinata (quota Serravalle + quota Sea) per poi aggiungersi quasi magicamente anche l’opzione B, quella fantomatica che oggi sappiamo essere stata la carta vincente, e giustamente parecchio discussa, riguardante la cessione del 29.75% della sola Sea Spa, oggetto per l’appunto della seduta.
In mezzo, M5s, con il nostro Mattia, il nostro portavoce, in contatto continuo con la rete (come da prassi) la quale domandava per quale motivo la seduta ufficiale del consiglio venisse interrotta continuamente, e cosa ci fosse di così “fuori dall’ordinario” da discutere, da doverlo fare “al di fuori” anche dell’aula, lontani da microfoni e sistemi di verbalizzazione ad essi collegati.
Lontani dalla trasparenza di una seduta pubblica. Raggirando un nostro diritto.
Calise, come portavoce del M5S e dei suoi princìpi, è intervenuto più volte a chiedere spiegazioni e trasparenza, trovando risposte spesso confondibili con lo scherno, a esser gentili.
Incalzato quindi dal suo dovere di trasparenza e persino su sollecitazione del PDL (che lo incoraggia bonariamente a “redigere un verbale” della riunione nella sala Marra adiacente, come se fosse un praticante o un segretario, e non un eletto da concittadini), Mattia tira il colpo gobbo.
Grande lo scandalo nello scoprire che il consigliere del MoVimento 5 Stelle ha registrato (tramite una intercettazione ambientale!) la riunione avvenuta lontana da occhi indiscreti, elettronici e non, dichiarandosi disponibile a metterla a disposizione dei consiglieri che ne fossero interessati, ed eventualmente per il sito del comune e farlo diventare un servizio, un valore aggiunto, in più, in futuro.
Ah, come si sono scagliati gli “Indignados della trasparenza”, nel sentir violati i propri diritti di “privacy”… E’ possibile che in Comune, pubblici ufficiali durante il loro servizio pubblico, prendendo decisioni che riguardano il bene e il benessere pubblici, parlano di “privacy” durante una seduta del Consiglio Comunale che, seppur sospesa, è in corso d’opera con oneri e doveri in corso? Sembra proprio di sì…
Per questo consigliamo la visione del video: sono troppe, le parti che si potrebbero considerare comiche e che invece speriamo troviate offensive nei confronti della vostra moralità. Feriti nei vostri diritti e nella vostra fiducia, al punto da spronarvi a reagire e ad aiutarci, in questo nuovo anno, a sconfiggere questa inutile, anzi pericolosa, ottusità.

A Mattia hanno contestato l’utilità dei suoi interventi in merito alle sospensioni delle sedute.

Grazie a Mattia abbiamo scoperto che la minoranza in cambio di una tregua voleva:
1- che non si prendesse il “maxi-dividendo” Sea in prossima distribuzione, ma che si lasciasse come liquidità in azienda;
2- che si eliminasse la possibilità che a nominare il direttore finanziario fosse il socio entrante (futuro acquirente)
3- non presentare la proposta B, ovvero la sola vendita del 29,75% di Sea SpA

Sempre grazie a Mattia, alla rete, al M5S, abbiamo scoperto che la maggioranza:
1- era disponibile a frazionare il maxi-dividendo in due tranches, 2012 e 2013
2- nega la scelta del direttore finanziario, ma è disponibile affinchè si renda più vincolante il parere del socio di maggioranza (ovvero l’attuale stessa maggioranza)
3- nessuna disponibilità a rinunciare alla opzione B

Alla luce di quanto è avvenuto, ovvero la vendita della sola Sea Spa a F2I dopo questo rocambolesco iter di cessione, non ci stupiscono dubbi e “aperture di fascicoli”: seguendo il solo consiglio, ci sono decine di briciole che hanno portato a questa ovvia e scontata (parecchio) vendita, e tante altre che la legano al futuro piano industriale di Sea, che prevede vagonate di soldi pubblici per il folle progetto della terza pista di Malpensa.

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