Mercato Comunale coperto Viale Monza 54

COMITATO LAVORATORI VIALE MONZA  54

 

Da anni i lavoratori che hanno in gestione gli spazi del mercato comunale coperto di viale Monza 54 sono tenuti in stato di precarietà, la gestione è sempre stata rinnovata ogni tre anni, ed era il lavoratore che doveva semmai dare la disdetta e non il comune, invece da 3 anni il rinnovo è stato prima annuale e poi addiritura semestrale in un continuo cambio di idea da parte del comune sul futuro del mercato, oltre a questo il blocco dei bandi per assegnare gli spazi ha impoverito il mercato, molti spazi sono vuoti e l’offerta è limitata comportando una diminuizione della clientela. Più volte da parte del comune è stato ribadita la volontà di rilanciare il mercato illudendo i lavoratori e spingendoli a fare investimenti per rinnovare i propri  spazi indebitandosi per cifre anche superiori a 50.000 Euro ed ora con un preavviso di soli 2 mesi il Comune gli dice che possono, devono, andarsene in altri mercati perdendo così la loro clientela costruita in più 40 anni di lavoro. E non saranno solo loro a perderci ma anche tutte quelle persone che ancora riconoscono il valore dell’alimentazione e vanno in quel mercato a fare acqusti perché hanno costruito rapporti di fiducia con i venditori che a loro volte conoscono i prodotti che hanno in vendita e sanno dare consigli in merito. Parlando con il fruttivendolo è emerso che si è rifiutato di acquistare dei carciofi perchè nonostante la bella apparenza non erano buoni da mangiare e lui ai suoi clienti non li ha voluti vendere! Certamente questo al supermercato non sarebbe successo! E tutto questo è da difendere come ricchezza di zona che non deve andare dispersa.

 

Personalmente io darei una medaglia a questi lavoratori che si trovano a lottare, vedi il fruttivendolo, con chi offre frutta e verdura ad 1 Euro al chilo, dovremmo chiederci la qualità di quella merce, ma anche il macellaio e il salumiere e gli altri che nonostante le offerte continue dei supermercati continuano a lavorare proprio grazie ai rapporti costruiti con i propri clienti che riconoscono a loro professionalità e conoscenze, clienti che sono nella maggior parte anziani che sanno ancora riconoscerne la qualità. A loro toglieranno anche questo punto di riferimento e di incontro perché molti si incontrano al bar che c’è nel mercato, che ha prezzi bassi, per scambiarsi idee e riflessioni ma anche conoscenze, facendolo diventare luogo di scambio e di socialità.

 

Il comitato ha scritto una lettera al comune in cui dice NO al trasferimento e chiede che lo spazio venga riqualificato con i lavori che servono ma anche di riaprire i bandi per assegnare gli spazi vuoti da troppi anni che creerebbero nuovi posti di lavoro che è quello che tutti dovremmo augurarci sopratutto in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo.

 

I lavoratori del mercato coperto  viale monza 54

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Una risposta

  1. Sono un’elettrice di sinistra e mi chiedo dove siano le promesse di Pisapia.
    Ha dichiarato che il parco Trotter gli stà molto caro.
    In effetti è molto bello … ma vivere nella nostra zona è sempre più difficile.

    I servizi sono scomparsi, i locali commerciali sono ormai gestiti quasi eclusivamente da stranieri: bar, ristoranti, parrucchieri, piccoli supermercati, macellerie, cartolerie, centri massaggi… E’ più facile trovare un kebab in zona che una pizza.

    In tutta questa evidente difficoltà di vivere nella nostra zona, arriva inaspettata la notizia di riqualificazione del mercato comunale in un mercato multietnico.
    Una serie di domande sorgono spontantee:
    1) le varie etnie della zona si sono già così bene integrate da avere soppiantato ogni italianità
    2) non possono essere assegnati i numerosi banchi vuoti del mercato, rinnovando le licenze degli altri esercenti che, con competenza, professionalità e passione da numerosissimi anni servono noi, famiglie milanesi che, nonostante le quasi insormontabili difficoltà del vivere a Milano, ancora ci credono?

    Salvate il fruttivendolo, il macellaio, il salumiere, il panettiere…e le numerose famiglie che gravitano intorno al mercato comunale.

    Una mamma della zona

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