Lettera di una mamma di Zona 2

Sono Fiorella, mamma di uno dei bambini in difficoltà (scuola S. Erlembardo) nonché rappresentante eletto, per il nido dello stesso polo.

Ovviamente, solo l’intenzionalità e la partecipazione diretta degli interessati, porterebbe ad intraprendere un’azione comune.

Forse, solo le puntuali e formalizzate richieste di ogni famiglia, che intenda far rispettare i diritti dei propri figli,  farebbe cambiare il sistema di attribuzione degli educatori da parte degli uffici competenti.

…dall’ufficio di via Porpora: per ogni bambino con un Handicap certificato, non è previsto un educatore a copertura parziale o totale. Solo dopo l’inserimento ed “un’attenta” osservazione da parte degli insegnanti di classe, gli educatori presenti e la funzionaria, l’uff. preposto assegna le ore.

Domanda: potranno mai, tali figure, ammesso che siano preparate e di esperienza, in pochi giorni di osservazione, decretare una scelta simile?

Ricordo che per ottenere una certificazione di handicap, esiste una commissione formata da un neuropsichiatra, uno psicologo, un assistente sociale, e prima di arrivare a loro, ci sono pediatri, pedagogisti ed esperti specializzati su ogni specifico handicap, che fatte le valutazioni del caso, indirizzano la famiglia a formulare la domanda che consente di sottoporsi alla visita collegiale.

Spendo ancora poche parole. L’anno di saldatura, è richiesto alla scuola, non per un capriccio delle famiglie allo scopo di intralciare il lavoro di qualcuno, ma, per consentire al bambino di raggiungere delle competenze il più vicino possibile a quelle dei compagni, oppure di poter raggiungere quella condizione che rende possibili performances adeguate (relativamente all’handicap). Quindi, solo un progetto ben strutturato ed un numero congruo di ore a esso destinate, fanno sì che il bambino raggiunga l’obiettivo… altrimenti l’anno di saldatura non ha senso di esistere.

Infine, il sostegno al bambino in handicap, è assegnato alla classe che lo accoglie. Solo la presenza di un educatore “allo scopo” può rendere possibile l’integrazione del bambino nel progetto del gruppo.

Non si parli più di sostegno alla scuola, perché questa logica, giustifica l’effetto marmellata degli educatori su tutte le classi, l’isolamento dei bambini in difficoltà fuori dalla classe. Inoltre, va incontro alle richieste di risparmio da parte dell’amministrazione e chiaramente (alla lunga) diventa il trampolino verso le classi differenziali.

Scusate la mia durezza, ma solo la consapevolezza di come stanno le cose fa smuovere certe coscienze.

Aspetto un segnale da qualcuno, altrimenti procederò anche quest’anno da sola.

N.B. Se arriverà la copertura per mio figlio (handicap grave), l’intervento sarà  quello all’italiana, ad personam.

Sottolineo inoltre, per onor del vero, che se a mio figlio verrà dato, a qualcuno sarà tolto.

Resto in attesa

fiorella


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